Abbiamo già avuto modo di dirlo e chi fa parte della nostra famiglia allargata lo sa bene: parlare di glioblastoma in Fondazione Nadia Toffa non è come parlare di ogni altro tumore. Ogni ricerca dedicata a questa forma tumorale nello specifico per noi ha un significato speciale.
Per questo, quando abbiamo l’opportunità di sostenere un progetto che mira a colpire questa malattia in modo diretto, ci attiviamo direttamente per poter fornire ai ricercatori quello di cui hanno bisogno. La loro, come la nostra, è una battaglia da cui non vogliamo sottrarci.
Glioblastoma, uno dei tumori più difficili da trattare
C’è un ostacolo invisibile che rende il glioblastoma uno dei nemici più frustranti da combattere: la Barriera Emato-Encefalica. È uno scudo naturale che il nostro cervello usa per proteggersi dalle tossine, ma che purtroppo non fa distinzioni respingendo anche i farmaci che potrebbero agire direttamente sulle cellule tumorali. È come avere la chiave giusta per aprire la porta, ma non riuscire nemmeno ad avvicinarsi alla serratura.
Sappiamo bene cosa significhi scontrarsi con questi limiti terapeutici. È una sensazione di impotenza che abbiamo provato sulla nostra pelle. Per questo abbiamo deciso di sostenere con 10.000 euro il lavoro della Prof.ssa Delia Mandracchia e del suo gruppo del Dipartimento di Medicina Molecolare e Traslazionale all’Università di Brescia che punta a superare questa barriera attraverso nuovi nanosistemi.
Medicina di precisione contro il glioblastoma
L’obiettivo è sviluppare sistemi di nanoparticelle polimeriche pensate per trasportare i farmaci direttamente nelle cellule tumorali. Le particelle sono sufficientemente piccole da poter scivolare tra le maglie della Barriera Emato-Encefalica che normalmente blocca i farmaci.
Questi vettori non si limitano a trasportare il principio attivo, ma lo proteggono lungo il tragitto, impedendo che si disperda o si deteriori prima di arrivare a destinazione. La parte più sofisticata è la loro “istruzione”: sulla superficie di queste particelle vengono inseriti dei segnali molecolari che riconoscono i recettori presenti solo sulle cellule del glioblastoma. Invece quindi di una distribuzione a pioggia del farmaco su tutto il cervello, otteniamo un accumulo selettivo che permette di colpire il tumore con precisione, usando dosi mirate che risparmiano i neuroni sani e riducono drasticamente la tossicità per il resto dell’organismo.
Grazie a chi sceglie di lottare con noi
Come sempre, ci teniamo a ringraziare direttamente chi sceglie di essere la forza che permette a questi progetti di continuare. Il vostro contributo è indispensabile.
Sappiamo che il mondo della ricerca nel nostro paese non è sempre dei più semplici, ma tantissimi nuovi risultati emergono proprio da ricerche mirate come questa. Mettere a disposizione di tutti terapie che funzionano senza diventare un’ulteriore sofferenza per chi le deve subire è per noi un obiettivo. Anzi, una missione.
Finché avremo possibilità di farlo continueremo a sostenere progetti come questo con la stessa speranza, grinta e determinazione che ci ha insegnato la nostra Nadia.