Assieme con Brainy ETS contro il glioblastoma



Il glioblastoma per noi non è un tumore come tutti gli altri.
Quando sentiamo questa parola per noi c’è sempre come un tuffo al cuore: è il tipo di tumore che ha colpito Nadia segnando l’inizio di una battaglia che oggi ci ha portato ad essere qui come Fondazione.

Portiamo avanti la nostra lotta contro il glioblastoma con un coinvolgimento che va oltre il semplice sostegno alla ricerca. Quando veniamo a conoscenza di nuove ricerche dedicate specificamente a questo tipo di tumore, per noi è qualcosa di più di un progetto scientifico, diventa qualcosa di personale.

Il glioblastoma, per la sua aggressività, per la difficoltà nel trattarlo e per la sua eccessiva capacità di recidiva, resta ancora oggi uno dei tumori più difficili da sconfiggere. Sappiamo bene cosa significhi affrontare questo avversario e siamo convinti che solo attraverso la ricerca si possano dare nuove possibilità alle tante persone che, come Nadia, sono colpite da questa malattia.

La nostra donazione alla ricerca
È con piacere ed orgoglio quindi che lo scorso novembre abbiamo deciso di sostenere con 10.000 euro l’associazione Brainy ETS, per contribuire direttamente a un progetto di ricerca contro il glioblastoma coordinato dalla dott.ssa Alessandra Vitaliti presso l’Università di Roma Tor Vergata. Questi fondi ora sono completamente a disposizione dei ricercatori.

Perché il glioblastoma è così difficile da trattare?
Il glioblastoma è difficile da trattare perché spesso i farmaci non riescono a raggiungere il nucleo della malattia in concentrazioni sufficienti senza danneggiare anche il resto dell’organismo. Il team di Tor Vergata sta lavorando per superare questo limite utilizzando vettori microscopici (microbolle) capaci di navigare nel sangue e riconoscere, grazie a una specifica molecola, i vasi sanguigni che alimentano esclusivamente il tumore. Una volta agganciato il bersaglio, queste microbolle rilasciano il farmaco con una precisione che fino a pochi anni fa era solo un’ipotesi.

Riuscire a concentrare la terapia solo dove serve significa ridurre drasticamente la tossicità e gli effetti collaterali, rendendo il percorso di cura non solo più efficace, ma anche meno gravoso per chi lo deve subire. È un approccio che mette al centro non solo la guarigione, ma la qualità della vita e la dignità di chi combatte. Ne sappiamo qualcosa.

Un passo alla volta, insieme.
È un progetto biennale iniziato nell’aprile 2025 e ha già superato le prime fasi cruciali con la creazione della molecola di puntamento e la simulazione in laboratorio dell’ambiente tumorale. Siamo a buon punto! Come sempre, progetti come questo non cambiano radicalmente le cose da un giorno all’altro ma costruiscono possibilità su possibilità. Un passo alla volta.

Come Fondazione siamo fieri di essere parte di questo percorso. Per noi un modo concreto di onorare la memoria di Nadia e contribuire a dare una speranza in più alle tante persone affette da glioblastoma perché possano continuare a stare vicino alle persone a cui vogliono bene.

Come sempre, grazie a chi ha scelto di camminare con noi sostenendo le nostre iniziative. Non potremmo farlo senza il vostro insostituibile contributo.